| Biografia |
Ciao, Mi presento, mi chiamo Oscar Gatto, ho 25 anni compiuti l’1 gennaio, abito a Caselle di Altivole con la mia ragazza Francesca. I miei hobby sono l’informatica, il tiro a segno e a volo e durante l’inverno faccio qualche partitella a tennis… Ma ho una grande passione che ormai mi porto dietro da circa 19 anni…il CICLISMO! Finalmente ho coronato un mio sogno, passare professionista e quindi ho pensato bene di creare un mio sito web personale e un relativo “fans club”, creato e sostenuto da persone, ma forse è meglio dire, da amici, che credono in me e che spero di ripagarli con ottimi risultati il più presto possibile…di sicuro ce la metterò tutta per riuscirci. Prima di arrivare a questo punto però, ho dovuto fare tanti sacrifici, rinunce e tanti chilometri, fortunatamente per me sempre ripagati con ottimi risultati e vittorie. Ho iniziato a correre nel 1992 con il “G.S. Ricreativa Contea H2O”, una piccola squadra formata da amanti del ciclismo con la sola parola di far “ divertire” dei bambini che avevano voglia di iniziare uno sport a dir poco fantastico. La prima persona che devo ringraziare è mio papà, è stato lui che un giorno mi portò a vedere dei ragazzini che si stavano allenando nella pista dei “kart” del mio paese. Preso subito dall’euforia gli chiesi subito se potevo provare a correre, fortunatamente la sua risposta fu stata positiva. Dopo due settimane mi consegnarono la mia prima bici da ciclismo, era rossa e penso che a quei tempi non sapessi se pesava più lei o me! Un paio di pantaloncini, una maglietta azzurra che sfumava in bianco e via i primi chilometri. Il primo grande ostacolo fu di riuscire ad agganciare i pedali, non ci riuscivo mai e quando finalmente ce la facevo, gli altri ormai avevano un giro di pista. Il problema non era mica finito qua, quando mi fermavo, non mi ricordavo più che le cinghiette erano ancora agganciate e quindi…”boom” una gran caduta a terra! Tante prove per questi benedetti pedali e finalmente arrivò la tessera che mi permetteva di gareggiare. La mia prima gara la feci a Ciano del Montello, un piccolo paese in provincia di Treviso. Lì presi anche la mia prima coppa, forse era la più piccola di tutte di quelle esposte, ma per me era la più bella e la più grande. In quell’anno feci solo sei gare e subito riuscii a vincerne una! Poi il secondo anno ne vinsi 17 su 18, l’anno dopo 23 su 24, l’anno dopo ancora 23 e finii le categorie giovanili con 80 vittorie. I ricordi più belli che ho di questi anni, oltre alle cadute a causa dei pedali che non si toglievano, sono i pianti che facevo, quando non vincevo, la mia bici che finalmente pesava meno di me e un’ultima cosa…la mia bici era sempre lucida e la tenevo sempre in camera vicino al mio letto. Passato Esordiente avevo cambiato squadra, ero passato al G.S. Postumia 73 Dino Liviero, questa volta la dimensione della squadra era notevolmente superiore, oltre agli esordienti avevano, e hanno ancora adesso, allievi e junior. In questo team ho passato sei anni fantastici, tanti bei ricordi e soddisfazioni, ma è meglio andare per ordine e partiamo dall’inizio. Il mio direttore sportivo si chiamava Francesco Ferrari, splendida persona che grazie anche al suo aiuto riuscii a raccogliere 20 vittorie nel primo anno esordiente e 18 nel secondo. Oltre all’attività su strada intrapresi anche il ciclocross dove, con grande soddisfazione, vinsi il mio primo titolo italiano! Sempre in quell’anno provai anche la pista, dove colsi il mio secondo titolo italiano nella velocità individuale. Allievo…passai sotto la guida di Tiziano Pastro e Pierluigi Pinese, due persone cui devo tanto e continuerò sempre a ringraziare per il loro aiuto. Anche in questa categoria conquistai un titolo italiano in pista, questa volta nell’inseguimento a squadre e 7 vittorie il primo anno e 13 il secondo. Junior…Passai prima sotto la guida di Matteo Miglioranza e verso metà stagione ritornai con Pastro. Come secondo direttore sportivo non posso dimenticare Paolo Liviero, fratello di quel “Dino Liviero” che negli anni ’70 si lanciava negli sprint al giro d’Italia. In questa categoria conquistai la mia prima maglia azzurra e 4 vittorie al primo anno e 7 il secondo. Non ho voglia di raccontare tanto di questa categoria, diciamo che di tutti gli anni in cui ho corso e sto correndo, è quella che mi è piaciuta di meno, non saprei dire neanche io il motivo, ma è così!
Zalf Desirée Fior…questa è la squadra in cui ho corso nei tre anni da Under 23, tre anni fantastici in cui ho iniziato a impegnarmi un po’ di più, non posso dire che fino ad allora non facevo niente, ma posso dire che tante cose mi venivano facili e trascuravo certi particolari, fondamentali per puntare in alto e poter competere con i più forti. La guida della squadra era affidata, ed è affidata ancora adesso, a due storici direttori sportivi e straordinarie persone, Luciano Rui e Luciano Camillo. Non posso dimenticare Fabio Mazzer e Giorgio Fiorio come accompagnatori e Ivano Gemin come meccanico. Al primo anno già conquistai 4 vittorie, una stagione, dove imparai tanto e mi permise di raccoglierne ben 9 nel secondo. In quest’anno però preferisco fermarmi un attimo perché non fu tutto semplice. Mi preparai molto bene in inverno, ma nella prima metà della stagione non riuscivo a ingranare, tutto mi andava storto ed ero spesso a terra. Feci il campionato europeo in Russia e anche questo andò male, insomma, non andava. Andai in ritiro in altura a Livigno, quando tornai feci il giro della Valle D’Aosta e da li cambiò la stagione, vinsi l’ultima tappa e in un mese riuscii a portare a casa 5 vittorie. Anche se dimostrai di andar forte e di essere uno degli atleti più in forma del periodo non fui convocato per il mondiale e di questo mi dispiace ancora adesso perché penso che avrei potuto fare una bella figura. A metà dell’anno firmai il mio primo contratto da professionista con il team LPR, diretta dal team manager Omar piscina e il mitico direttore sportivo Orlando Maini. Terzo anno da under, una stagione a dir poco fantastica, al contrario dell’anno precedente partii più piano e subito arrivarono le vittorie. Partecipai al giro delle regioni e riuscii a vincere l’ultima tappa dopo aver conquistato anche due secondi posti mentre il giorno successivo, anche se con molta molta fatica vinsi la “Coppa Città di Asti”. Partecipai al campionato europeo e quando mancavano due giri alla fine, mi vennero i crampi, altra gran delusione che ricorderò molto a lungo. Nel finale di stagione pedalavo ancora bene, ma ancora una volta mi lasciarono a casa dal mondiale, questa volta la colpa fu anche mia, non credendo a pieno nelle mie possibilità. Chiusi l’anno con 13 vittorie, il pluri vittorioso in Italia. Anno 2007… Passaggio con la Gerolsteiner e qui mi fermo per spiegare questo cambio di “team”. Era circa luglio del 2006 e mi telefonò Omar Piscina (team manager della LPR) e mi annunciò che non mi poteva più assicurare quello che mi aveva promesso, in altre parole una buona squadra a livello professional e di conseguenza se avessi trovato un ingaggio con un altro team mi lasciava libero. Da li partirono delle trattative con altre squadre e tra queste anche il team tedesco, dove correva un grandissimo campione come Davide Rebellin e un grand’atleta come Andrea Moletta. Non andò tutto liscio, perché ci furono dei ripensamenti a metà trattativa a causa di cattive voci (non vere) che mi dipingevano solo come corridore da circuiti, però alla fine andai nella sede della Gerolsteiner e nel giro di mezz’ora avevo firmato il mio bel contratto. Grandissima soddisfazione, ero passato in una squadra pro-tour. Per il primo anno tutto era filato per il meglio, avevo un buon rapporto con i compagni e avevo potuto partecipare a delle fantastiche gare come il Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix e al giro d’Italia, che passava a 300 metri da casa mia. Erano arrivati anche dei bei risultati che facevano ben sperare per l’anno dopo, invece.. Un secondo anno partito subito male, dopo un inverno dedicato ad una dura preparazione, l’inizio di stagione fu ostacolato dalla mononucleosi, una volta passata e la condizione fisica iniziava a migliorare, il rapporto con i miei compagni era peggiorato a causa della chiusura della squadra. Tutti erano nervosi, si correva male e i risultati non arrivavano. Mancando i risultati mancava anche la possibilatà di trovare una squadra. Ci furono delle trattative ma neanche una andava a buon fine, finchè a fine ottobre firmai con la ISD, una nuova squadra con tanta voglia di crescere e farsi vedere. Team manager Angelo Citracca, direttore sportivo “Il Pitone” (Luca Scinto) e uomo immagine il grandissimo Mario Cipollini. Li devo ringraziare perché se non fosse stato per loro non saprei se avessi affrontato questa stagione. E siamo arrivati a quest’anno, un’altro inverno durissimo ma fortunatamente ripagato con ottimi risultati fin da subito e una splendida vittoria, la prima da proffesionista, davanti al campione del mondo e un fantastico compagno di squadra, Giovanni Visconti! Questa è la mia storia per quanto riguarda la vita ciclistica, dovrei ringraziare molte persone, ma con la paura di dimenticarne alcune, preferisco dire un GRAZIE a tutti quelli che mi hanno aiutato per tutti questi anni e ringrazio anche coloro che mi hanno criticato o parlato male dietro alle spalle, perché grazie anche a questo ho imparato a dare il massimo.
Un affettuoso saluto a tutti Voi…Oscar |
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